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Corso BLSD e di primo soccorso

Corso BLSD e di primo soccorso vengono spesso considerati come sinonimi, mentre in realtà identificano due percorsi formativi diversi.
Ecco perché, oltre agli obblighi di legge (che non sono gli stessi), cambiano ovviamente anche i temi trattati e il monte ore complessivo.
In entrambi i casi stiamo parlando di conoscenze e tecniche che possono essere fondamentali in situazioni di emergenza, per intervenire nel modo corretto.

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L'ultimo dei Corsi di Soccorso

Cos’è un corso di primo soccorso

Il corso di primo soccorso è obbligatorio per le aziende che hanno almeno un dipendente o un socio lavoratore, e racchiude le tecniche e gli interventi necessari per affrontare efficacemente una situazione di emergenza (es. arresto cardiaco, shock, crisi asmatica, reazione allergica, infortunio, ecc.).

Ciò che è importante sottolineare è che il primo soccorso non va confuso con il pronto soccorso. Le tematiche della formazione, teorica e pratica, non riguardano infatti le azioni di competenza del personale medico specializzato, ma quelle necessarie a:

  • riconoscere un’emergenza;
  • allertare il sistema di soccorso;
  • mettere in atto gli interventi di primo soccorso (es. massaggio cardiaco esterno, corretto posizionamento dell’infortunato, ecc.);
  • conoscere i rischi specifici dell’attività svolta.

I corsi di primo soccorso possono essere diversi a seconda del gruppo cui appartiene l’azienda (A, B o C), stabilito in base al numero di lavoratori, all’attività svolta e ai fattori di rischio presenti.

Il monte ore, di conseguenza, può andare dalle 16 ore del gruppo A alle 12 dei gruppi B e C (gli aggiornamenti, con periodicità triennale, sono rispettivamente di 6 e 4 ore).

Inoltre, in base all’attività, può essere opportuno distinguere tra corsi di primo soccorso per gestire l’emergenza negli adulti o nei bambini (in questo caso il corso si definisce primo soccorso pediatrico).

Cos’è un Defibrillatore semiautomatico esterno (DAE)

Un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) si caratterizza per essere uno strumento efficace, sicuro e semplice da usare anche per il personale non sanitario, sebbene richieda appunto un minimo di formazione all’utilizzo.

Il DAE è dotato di un’unità centrale, che analizza il ritmo cardiaco del paziente, e piastre (o elettrodi) in grado di trasmettere le scariche elettriche quando necessario. A differenza dei modelli completamente automatici, che rilevano il ritmo cardiaco e si occupano anche di erogare la scarica elettrica in caso di arresto cardiaco, i defibrillatori semiautomatici richiedono comunque l’intervento della persona per l’attivazione della scarica (su indicazione dello strumento).

Questa modalità è considerata quindi più sicura, in quanto è l’operatore ad essere responsabile della corretta esecuzione della manovra. Infatti, come specificato anche nel Decreto 18 marzo 2011, all’allegato A, “L’operatore che somministra lo shock elettrico con il defibrillatore semiautomatico è responsabile, non della corretta indicazione di somministrazione dello shock che è determinato dall’apparecchio, ma della esecuzione di questa manovra in condizioni di sicurezza per lo stesso e per tutte le persone presenti intorno al paziente“.

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